Feeding the Future:
alimentazione tra bio e social
La partecipazione alla Rome Future Week 2026 rappresenta per Research Inside Food and People un importante traguardo istituzionale e un ulteriore passo nel percorso di crescita e consolidamento del progetto.
Per la prima volta, il progetto sarà presente all'interno del programma ufficiale della manifestazione con l'evento “Feeding the Future: Alimentazione tra bio e social”, dedicato all'analisi delle trasformazioni che stanno interessando il rapporto tra alimentazione, innovazione e comunicazione digitale.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di promuovere un confronto aperto e interdisciplinare sui nuovi scenari dell'alimentazione, valorizzando il dialogo tra ricerca, divulgazione, innovazione e società.
Un'occasione significativa per condividere idee, competenze e prospettive, contribuendo alla costruzione di una riflessione consapevole sul futuro del sistema alimentare e sul ruolo delle persone all'interno di questo cambiamento.
Gli Speaker
del 25 settembre 2026






Cos'è successo ?
25 settembre 2026 | A Casa di Ely | A cura di Research Inside Food and People
Il 25 settembre 2026, nell’ambito di Rome Future Week, Research Inside Food and People ha proposto una riflessione sul rapporto contemporaneo tra individuo, cibo e comunicazione. Al centro dell’incontro una domanda cruciale: scegliamo davvero cosa mangiare, o scegliamo ciò che ci viene mostrato?
L’evento ha articolato cinque interventi specialistici.
Emanuele Falcinelli ha inquadrato il cibo come dinamica relazionale e culturale. Mangiare coinvolge processi economici, sociali, emotivi e cognitivi; i comportamenti alimentari trasmettono norme e identità, individuali e collettive. L’educazione alimentare emerge come sapere multidisciplinare, capace di integrare sostenibilità, agroecologia, benessere e diritto al cibo.
Beatrice Proietti ha presentato il biologico non come etichetta commerciale, ma come sistema produttivo regolamentato (Regolamento UE 2018/848). Scegliere il bio significa riconoscere una filiera fatta di territorio, lavoro, biodiversità e controlli. I dati ConfagriBIO 2025 evidenziano consapevolezza diffusa, ma anche lacune tecniche. La sfida resta colmare il divario tra realtà produttiva e narrazione digitale, contrastando semplificazioni e greenwashing attraverso una comunicazione trasparente e verificabile.
Olimpiu Stanciu ha affrontato il mismatch evolutivo: un cervello ancora strutturato per contesti di scarsità deve operare in un ambiente di abbondanza e sedentarietà. Le problematiche alimentari contemporanee non derivano da mancanza di volontà, ma da questo sfasamento biologico, aggravato dai prodotti ultra-processati che bypassano i meccanismi naturali di sazietà. Comprendere tali dinamiche è essenziale per riconnettersi ai segnali reali del corpo.
Sara Magnanego ha analizzato l’impatto di marketing e algoritmi. Oggi la fruizione del cibo inizia prima dell’acquisto, attraverso immagini e contenuti social che stimolano desiderio e modellano gusti. L’algoritmo personalizza l’offerta e trasforma il consumatore in produttore di contenuti. La sfida del management gastronomico è utilizzare questi strumenti non solo per catturare attenzione, ma per restituire valore alla filiera reale: territori, lavoro e competenze.
Rocco Roazzi ha concluso sul tema della disinformazione alimentare. L’abbondanza di notizie genera confusione più che conoscenza. La disinformazione spesso nasce da decontestualizzazione e semplificazione. I professionisti della salute devono fornire strumenti critici di valutazione delle fonti, promuovendo un’alimentazione sostenibile e basata su evidenze scientifiche, piuttosto che su promesse di marketing.
L’incontro ha ribadito che il cibo è relazione, sistema produttivo, biologia, comunicazione e responsabilità informativa. Orientarsi consapevolmente in questo scenario resta una priorità collettiva.
.png)